Casella di testo: Oggi  l’insoddisfazione della scuola continua a manifestarsi in tutta evidenza. I docenti sorretti dalla speranza di un cambiamento di clima, prima ancora che di contenuti, esternano senza  freni perplessità, dubbi e sperano che la scuola ritorni ad essere protagonista di cambiamenti, orientata prima di tutto a costruire il senso di appartenenza  e di condivisione di conoscenze e valori.
   Essa dovrebbe, cioè, riscoprire il significato di un tirocinio culturale, prendendo atto di un certo rilassamento attuale di cui portiamo qualche responsabilità  (l’idea “leggera” del debito formativo) che ci fa correre il rischio di confermarci nella percezione di un Paese del pressappoco.
   Indubbiamente la qualità della società civile si  riverbera immediatamente sulla qualità della sua scuola, e viceversa, per cui è necessario pensarne una capace di essere il motore attivo dello sviluppo civile di una comunità, fattore di innovazione, di ricchezza, di coesione sociale.
    Occorre ripristinare una scuola seria, cioè capace di proporre un ambiente di apprendimento stimolante, impegnativo, che alimenti il gusto di conoscere, che sfrutti il piacere di stare insieme trasformandolo nel desiderio di sapere; una scuola che,  giocando sulle tonalità delle relazioni, del clima, del coinvolgimento, non dimentichi le fatiche dell’istruzione.
   E’ necessario dipingere il vessillo della conoscenza con i colori dell’impegno, della continuità, delle idee, della cooperazione, della solidarietà, della co-costruzione in una Casella di testo: scuola con il compito di cucinare i cibi cognitivi (di analisi, sintesi…), che risultano irrinunciabili per alimentare la macchina della mente di dispositivi ermeneutici, (la capacità di comprendere e di produrre conoscenze), investigativi (la capacità di scoprire e di produrre conoscenze), generativi ( la capacità di inventare e di creare nuove conoscenze).
   Mi giunge sempre impossibile comprendere l’atteggiamento di colui che non nutre curiosità intellettuale. Personalmente mi soffermo sempre sulle cose che mi circondano, anche sul colore che ha un petalo. Posso pensare che quella tinta non serve ad altro se non ad attirare gli insetti, portatori di semi qua e là, ai fini della vita naturale; ed è vero, ma io perché mi incanto? Perché sono presa da un’immancabile meraviglia, interesse, curiosità quando il mio sguardo si dedica, anche se per alcuni istanti, al colore del fiore. Può manifestarsi l’evoluzione della natura a sospingere l’insetto verso quella fioritura, ma io, mentre ammiro non sono presa da scopo pratico, ma, commossa, sento profondamente l’infinito e mi arrovello in mille perché. Questo mio sentimento è lo stesso che spinge l’uomo a conoscere, a costruire, a sperimentare a voler sapere. Se fossimo animati sempre da questo fenomeno che alimenta nell’uomo la conoscenza, allora sì che si eviterebbe il rialimentarsi continuo del bacino dei troppo poco istruiti e la madre di tutte le battaglie del contrastare le patologie dell’insuccesso scolastico, della demotivazione all’apprendimento, senza ombra di dubbio, sarebbe vinta.    
   Il fenomeno richiede una risposta educativa che promuova il processo Casella di testo: Editoriale a cura del Dirigente Scolastico

Editoriale (Dirigente Scolastico)

1

A proposito di Cinema (Antonio Resta)

2

Mai arrendersi (Mariangela Musco)

3

Il Natale oggi (A. Montereale –D. Saponara)

3

Sempre musica (Mauro Melillo)

4

Eutanasia (Davide Gerardi)

5

L’amore tra i banchi di scuola (Sarcone-Castore)

5

Casella di testo: L’eco del Battaglini
Casella di testo: Periodico Scolastico a cura degli studenti