Casella di testo:  Quelli che… la violenza!
Ma in che mondo sarò mai capitato? È la prima domanda che rivolgi a te stesso quando leggi o ascolti alla TV gli appuntamenti quotidiani con le stragi di guerra, dei Kamikaze o quelli settimanali con la violenza negli stadi. 
La sera di morte di venerdì 2 febbraio lascia sgomenti gli Italiani; di fronte al ribrezzo ed all’orrore un sentimento comune: il sentimento che la società è cambiata la giovane vita spezzata in una città tanto bella agita nelle nostre menti antichi fantasmi, ricordi brucianti dell’inutilità di ogni violenza. Sfugge il senso delle cose davanti alle immagini di tanti volti feriti di altri vittime di aggressioni con spranghe e corpi contundenti, di altri impauriti, ammutoliti. Volti che, fuori da quel surreale  teatro di violenza, hanno vissuto una vita normale, intrecciato amicizie, condiviso sentimenti e che invece, dopo una tale esperienza, coltiveranno risentimento, odio, rancore. 
La violenza lascia tracce indelebili, fa lievitare paure, immiserisce ogni forma di dialogo e di confronto; essa è un fenomeno largamente negativo, che segnala un deficit di razionalità, una incapacità a porsi domande, a conoscere i veri valori di cui si nutre una democrazia: la tolleranza, il senso delle regole e Casella di testo: degli ideali di un’autentica convivenza civile, il senso di appartenenza, il rispetto dell’altro, la dignità della persona. La sequenza di immagini di distruzione di quella sera, il profluvio assordante di parole dei commentatori sembrano allontanarci dalla tragica realtà, dall’orrore di una serata di calcio che avrebbe dovuto essere di divertimento e che, invece, è diventata di morte. 
Realtà così dolorose, enormi per una società civile, sono difficili da capire, da sopportare, difficili da esprimere con le povere parole che possediamo, con l’angusta grammatica che usiamo. Le immagini atroci, agghiaccianti di venerdì, le urla e i singhiozzi dei feriti, il pianto della famiglia di un poliziotto ucciso, tutto sembra che ci faccia da velo pietoso per estraniarci, per preservarci dall’urto della più cruda realtà, dal più sconvolgente ed annichilente dolore. Ma non è così come appare, perché la speranza è che nel dolore, nell’apprensione per quello che potrà ancora accadere prevalga la ragione, l’azione intelligente dell’uomo, la sua forza morale, il principio “ama il prossimo tuo come te stesso”, il convincimento che la brutalità oltraggia il cammino luminoso della civiltà. 
Per questo non si possono approvare gli atti terroristici di giovani facinorosi che hanno scelto Casella di testo: Editoriale a cura del Dirigente Scolastico

Editoriale (Dirigente Scolastico)

1

A proposito di Cinema (Antonio Resta)

2

Denny (a cura delle 3^ B Igea)

3

La strage di Erba (Sara Laconca)

4

Il “Battaglini” in Francia (Laurano-Boccomino)

5

L’angolo della lettura (Giannozio, Scuotto, Ruta)

6

Famiglia sì, famiglia no (Sarcone-Castore)

5

Intervista a Orazio (E. Esaurito)

11

Casella di testo: L’eco del Battaglini
Casella di testo: Periodico Scolastico a cura degli studenti

Anno secondo