De Nuzzo utilizza una produzione sana e pura utilizzando  il 30-40 per cento del burro di cacao, 50 per cento di zucchero, 10-20 per cento di pasta di cacao.     
     Alcuni soggetti ad intolleranze alimentari dovute al cioccolato hanno affermato di non avvertire alcun tipo di malessere dopo aver consumato il cioccolato De Nuzzo.
     Nel laboratorio di de Nuzzo troviamo il trionfo della golosità attraverso la produzione di una nutriente, fortificante e afrodisiaca sostanza il cacao che affonda le sue radici nella tr
adizione d’oltre oceano.
     I primi ad utilizzarlo furono, i  Maya seguiti dagli  Aztechi . La bottega dell’artigiano Andrea de Nuzzo, propone, cioccolatini e barrette la sua creazione si arricchisce con sagome inconsuete ed originali creando stelle, velieri e paesaggi rurali. Grande successo hanno avuto i cioccolatini al gusto di limoncello, mandarino, tartufo, zenzero, peperoncino con mandorle e pistacchi, e quelli della tradizione gastronomica lucana specialità come i fichi secchi che al loro interno contengono un cuore di mandorla e all’esterno un colata di cioccolata fondente, una innovazione è la salsiccia di cioccolato in vendita al dettaglio e all’ingrosso. Il catalogo è consultabile sul sito internet www.denuzzo.it  Le richieste sono numerose, arrivano da tutta la penisola e De Nuzzo pensano per il futuro di ampliare il suo laboratorio. 

     Andrea de Nuzzo opera in Basilicata, nella città di Oppido, ed è titolare di una piccola bottega artigianale dedita alla produzione di cioccolato. Le note capacità del Sig. De Nuzzo derivano da un lungo apprendistato presso la corte del famoso maestro cioccolatiere Eliseo Tonti  ex campione del mondo di cioccolata di origini Italo-Svizzere. 
      In seguito frequentò corsi presso maestri cioccolatieri di tutto il mondo. Andrea de Nuzzo intraprese pienamente l'attività dal 98, da cinque anni continua la sua lotta nella rinomanza dell’alta qualità utilizzando all’interno del suo laboratorio esclusivamente cioccolato puro. Finalmente al cioccolato puro sarà  riconosciuto il marchio STGA, ossia specialità tradizionale garantita.
     La proposta è stata avanzata lo scorso anno da legambiente, cna –alimentari e confartigianato.
     La corte di giustizia dell’UE ha condannato Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Svezia, Finlandia e Austria, vietando  la negoziazione con la denominazione “cioccolato”dei prodotti contenenti sostanze grasse vegetali diverse dal burro di cacao,. Contrassegnandoli, invece, con la denominazione “ surrogati di cioccolato”; tali sostanze hanno un costo 10 volte più basso del burro di cacao e fanno accrescere  pericolosamente il tasso di colesterolo nel sangue.
     L’utilizzo dei prodotti fatti con grassi vegetali, non nobili, non è gradito oltre che all’Italia e dalla Spagna, anche a Belgio, Olanda, Grecia, Francia, Germania e Lussemburgo.